scuola di massaggio
https://www.instagram.com/tv/CGAQxuJKor3/?utm_source=ig_web_copy_link Nicoletta Lorusso Nicoletta è una massaggiatrice professionista ed insegnante di Bari, la sua passione nasce da un’esperienza personale che ha fatto nascere in lei l’esigenza di aprire un centro di benessere per aiutare le donne a stare meglio. Da Agosto Nicoletta ed io abbiamo deciso di proseguire questo percorso nella mia struttura Pharmabio per essere sempre al fianco delle donne e delle persone che hanno bisogno di un aiuto per affrontare la vita. Abbiamo pensato per voi un percorso in linea con la mia idea di benessere e salute di corpo e mente. Abbiamo ideato programmi benessere di rilassamento, dimagrimento e percorsi psicologici e fitness che vi aiuteranno nelle fasi meno fortunate della vostra vita. Ma non pensiamo solo a chi è in difficoltà. Da pharmabio tanti percorsi benessere da godersi da soli, in coppia o in compagnia di una amica Abbiamo realizzato dei pacchetti e delle BOX BENESSERE da regalare in ogni occasione. Vieni a trovarci per una consulenza gratuita o per acquistare la tua box personalizzata.
SAI QUANTO ZUCCHERO MANGI?
TABACCO E SACCAROSIO sono responsabili della diffusione pandemica di cancro e patologie cardiache nelle popolazioni dei paesi industrializzati. Si può eliminare il rischio collegato alle sigarette smettendo di fumare ma non si può eliminare lo zucchero. Sai quanto zucchero mangi a colazione? A colazione 250 gr di latte con i cornflakes equivale a mangiare 10.5 cucchiaini di zucchero. Il metabolismo del saccarosio produce al primo stadio uguali quantità di glucosio e fruttosio. Il glucosio entra direttamente nei processi metabolici che forniscono energia alle cellule. Il metabolismo del fruttosio procede in parte in direzione diversa che prevede la produzione di acetato precursore del colesterolo che sintetizziamo nel fegato. Gli esseri umani hanno sempre ingerito del fruttosio presente nella frutta e nel miele che facevano parte della della loro dieta. Fino a 200 anni fa l’assunzione media giornaliera era piuttosto bassa, circa 8 gr. In seguito quando lo zucchero di barbabietola e quello di canna cominciarono ad essere disponibili, l’assunzione l’ assunzione giornaliera di fruttosio aumentò di dieci volte fino a raggiungere i 75 gr al giorno. Il nostro organismo è abituato a metabolizzare solo 8 gr al giorno, di conseguenza, non ci meraviglia che questa grande assunzione sia la causa di molte nostre malattie. In uno studio effettuato da Winiz è stato dimostrato che l’ingestione di saccarosio porta ad un aumento di concentrazione di colesterolo nel sangue. Questo studio in cui l’unico cambiamento nella dieta fu quello di sostituire parte del glucosio con il saccarosio per poi tornare ad una dieta priva di saccarosio, mostra che un’accresciuta assunzione di saccarosio porta a maggiori livelli di colesterolo nel sangue. A causa della relazione fra colesterolo e malattie cardiache, lo studio correla direttamente il consumo ad un aumento di incidenza delle malattie di cuore. I CONSIGLI DI CHIEDILO ALLA FARMACISTA Si può dimezzare l’uso di zucchero seguendo semplici regole: TENERSI LONTANI DALLA ZUCCHERIERA. Ogni cucchiaino da tè corrisponde a 9 gr di zucchero. NON MANGIARE CEREALI A COLAZIONE CHE CONTENGANO ZUCCHERI AGGIUNTI NON BERE BEVANDE ANALCOLICHE FRIZZANTI. La bottiglia o la lattina comune contengono 17 gr di zucchero.
RAFFREDDORE O INFLUENZA?
COME MI CURO? Nella “giungla” dei farmaci per l’influenza e il raffreddore e i bombardamenti delle pubblicità in televisione diventa sempre più difficile scegliere il farmaco giusto per i propri sintomi influenzali.CERCHIAMO DI FARE CHIAREZZA SULLE VARIE MARCHE DISPONIBILI IN COMMERCIO E SULLE LORO DIFFERENZE IN PRINCIPIO ATTIVO E INDICAZIONI. Partiamo innanzitutto con il definire i vari termini che ci trasmettono: Congestione nasale: nota come naso chiuso, caratterizzata da accumulo anomalo di muco nelle cavità nasali in seguito a infiammazione delle mucose. Rinite: nota come raffreddore,caratterizzata da infezione delle mucose nasali a causa di vitus, allergeni( rinite allergica) o stimoli esterni. Rinorrea:caratterizzata da produzione di muco denso e biancastro tipico delle infezioni delle mucose nasali. Sinusite: processo infiammatorio dei seni paranasali. Antipiretico: farmaco utilizzato per ridurre la febbre. Analgesico: farmaco utilizzato per ridurre il dolore. Mucolitico: farmaco mirato a dissolvere e fluidificare il catarro cioè quella secrezione vischiosa in caso di infezioni delle vie aeree. Di seguito i farmaci più pubblicizzati PER TUTTI I FARMACI VALGONO LE SEGUENTI REGOLE Non assumere contemporaneamente più medicinali che contengono paracetamolo perché ciò può portare ad un sovradosaggio: se il paracetamolo è assunto in dosi elevate o per lungo tempo, può provocare un’epatopatia ad alto rischio (tossicità a carico del fegato) e danneggiare gravemente reni e sangue. Inoltre, prima di associare qualsiasi altro farmaco, contatti il medico. • Non assumere insieme più medicinali che contengono antistaminici, comprese altre preparazioni per la tosse e il raffreddore contenenti antistaminici. Consulti il medico anche nei casi in cui tali disturbi si fossero manifestati in passato. Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. FARMACI A BASE DI IBUPROFENE E PSEUDOEFEDRINAL’ibuprofene è il principio attivo antipiretico e analgesico mentre la pseudoefedrina è un principio antistaminico che serve a liberare le mucose nasali attraverso un’azione vasocostrittiva che riduce l’ipersecrezione e la congestione nasale. NUROFEN influenza e raffreddore indicato per febbre congestione nasale e sinusale dolore di varia natura Adulti e adolescenti dai 12 anni di età: 1-2 compresse, quindi 1-2 compresse ogni 4 ore, secondo necessità (dose massima: 6 compresse nell’arco di 24 ore). ZERINODEK indicato per congestione nasale associata a febbre e mal di testa La dose raccomandata è: per gli adulti e gli adolescenti di età pari o superiore a 15 anni, 1 compressa ogni 6 ore, se necessario. In caso di sintomi più gravi, assumere 2 compresse ogni 6 ore, se necessario. FARMACI A BASE DI PARACETAMOLO, ANTISTAMINICO (FENILEFRINA,PSEUDOEFEDRINA,CLORFENAMINA) E ACIDO ASCORBICOIl paracetamolo è il farmaco antipiretico per eccellenza , l’antistaminico decongestiona e riduce la lacrimazione degli occhi mentre l’acido ascorbico o vitamina C stimola le difese immunitarie. TACHIFLUDEC indicato per febbre dolore decongestione FLUIMUCIL influenza e raffreddore indicato per mal di testa febbre raffreddore congestione ZERINOLFLU indicato per malessere generale naso che cola brividi occhi lucidi INFLUMED indicato per febbre dolori congestione nasale NON usi INFLUMED • Se è allergico ai principi attivi, o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale . • Se soffre di ipertiroidismo (eccessiva attività della ghiandola tiroide). • Se soffre di ipertrofia prostatica (ingrossamento della prostata). • Se soffre di glaucoma (aumento della pressione all’interno degli occhi). • Se soffre di affezioni delle basse vie respiratorie (malattie dei bronchi e dei polmoni), compresa l’asma. • Se soffre di ritenzione urinaria (malattie con trattenimento delle urine). • Se soffre di occlusione dei vari tratti dell’apparato gastro-enterico (occlusione del tubo gastrointestinale) e urogenitale (occlusione delle vie urinarie e genitali). • Se soffre di ulcera gastrica. • Se il medico le ha diagnosticato una insufficienza della glucosio-6-fosfato deidrogenasi. • Se soffre di grave anemia emolitica. • Se soffre di grave insufficienza epatocellulare (grave malattia del fegato). • Se soffre di depressione ed è in trattamento con medicinali appartenenti alla classe degli inibitori delle monoaminoossidasi (IMAO) o se ha sospeso il trattamento con tali medicinali da meno di due settimane. Chieda al suo medico se il farmaco antidepressivo che sta utilizzando rientra in questa classe di farmaci. • Non somministri INFLUMED a bambini di età inferiore a 12 anni. • In gravidanza e durante l’allattamento (legga il paragrafo “Gravidanza e allattamento”). Avvertenze e precauzioni Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere INFLUMED • Se ha in corso un’infezione grave, perché potrebbe aumentare il rischio di acidosi metabolica. Segni di acidosi metabolica possono essere: – respirazione profonda, rapida, difficoltosa – nausea, vomito – perdita di appetito. – In caso di comparsa di una combinazione di questi sintomi, contattati subito il medico. – Se soffre di insufficienza renale o epatica (malattie dei reni e del fegato). Una preesistente malattia epatica aumenta il rischio di danni al fegato paracetamolo-correlati. • Se il medicinale deve essere somministrato agli anziani o ai bambini, perché in questi pazienti possono verificarsi agitazione, nervosismo, aumentata energia. • Se soffre di grave malnutrizione, anoressia, bulimia o cachessia, basso indice di massa corporea, eccessiva assunzione di alcool (3 o più bevande alcoliche al giorno), alcolismo cronico. Queste condizioni possono determinare basse riserve di glutatione. Faccia particolare attenzione con INFLUMED • Se soffre di epilessia. • Se soffre di grave ipertensione. • Se soffre di gravi disturbi cardiovascolari. • Grave insufficienza renale • Assumere troppo paracetamolo può causare gravi danni al fegato. Non assuma contemporaneamente altri medicinali che contengono paracetamolo perché ciò può portare ad un sovradosaggio: se il paracetamolo è assunto in dosi elevate o per lungo tempo, può provocare un’epatopatia ad alto rischio (tossicità a carico del fegato) e danneggiare gravemente reni e sangue. Inoltre, prima di associare qualsiasi altro farmaco, contatti il medico • Non assuma INFLUMED insieme a altri medicinali che contengono antistaminici, comprese altre preparazioni per la tosse e il raffreddore contenenti antistaminici. Consulti il medico anche nei casi in cui tali disturbi si fossero manifestati in passato. Altri medicinali e INFLUMED Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. In particolare, informi il medico prima di prendere INFLUMED se sta assumendo i seguenti farmaci: • farmaci antinfiammatori; •
GRAVIDANZA BASTA CON TUTTI QUESTI INTEGRATORI
IN QUESTO CAMPO SIAMO TUTTI TUTTOLOGI, MANGIA QUESTO, PRENDI QUELLO MA IN REALTA’ SAI DI COSA HA BISOGNO IL BIMBO CHE E’ IN TE? LEGGI L’ARTICOLO FINO ALLA FINE E SCOPRIRAI CHE SPENDI TANTI SOLDI AGLI INTEGRATORI CHE NON SERVONO! Con questo post inauguriamo una sezione del nostro blog dedicata ai consigli alimentari o dieta per ogni particolare condizione di salute. Partiamo con un argomento a cuore a molte donne :la GRAVIDANZA.Appena si scopre di essere in attesa cominciamo a preoccuparci di cosa mangiare, di quali sostanze fondamentali ha bisogno il nostro bambino e il nostro corpo per farlo crescere sano e forte.La gravidanza non è una condizione patologica e dunque non richiede un’alimentazione specifica ma solo una maggiore attenzione nella scelta di una dieta varia e sana che deve comprendere soprattutto latte,frutta fresca e di stagione,verdura, cereali integrali e olio d’oliva.In gravidanza è necessario un maggior apporto calorico, soprattutto, di principi nutritivi di elevato valore. Alcuni studi hanno dimostrato che un’assunzione massiccia di acido folico che troviamo nei vegetali a foglia verde,nei legumi, nella frutta secca e nel germe di grano, nelle settimana che precedono e seguono il concepimento può servire a ridurre i rischi di patologie e malformazioni delle cellule cerebrali del nascituro. In gravidanza è importante l’apporto di Ferro il cui compito è quello di attrarre l’ossigeno presente nei polmoni per cederlo alle cellule e ai tessuti. Di norma una donna necessita di 18 mg per evitare che durante il ciclo mestruale si riducano drasticamente le riserve andando incontro all’anemia. In gravidanza aumenta la quota di ferro necessaria, nell’ultimo trimestre la mamma trasferisce al feto 3-4 mg di ferro al giorno. Il piccolo ,infatti, deve nascere con un elevato numero di globuli rossi e un alto tasso di emoglobina in modo da affrontare i primi mesi di vita. Nel corso di una gravidanza si stima che la donna abbia bisogno di circa 1000 mg di ferro in più passando dalla normale quota a 21 mg al giorno. Per ottenere questo occorre alla futura mamma consumare 3-4 volte alla settimana cibi ricchi di ferro presenti in carne,frutta secca e oleosa, spinaci, uova . Attenzione alle uova, queste vanno consumate ben cotte per il rischio di salmonella e lavando molto bene il guscio e essere consumate solo se pastorizzate. Un altro consiglio utile è quello di consumare spremute di agrumi e condire con limone perchè la vitamina C aiuta l’organismo ad assimilare il ferro. Spesso in gravidanza e specialmente negli ultimi mesi si presenta la ritenzione idrica con conseguente gonfiore di gambe e piedi. Pertanto è utile limitare il consumo di sodio che troviamo nei salumi e nel sale da cucina.In caso di stipsi assumere kiwi e prugne che sono degli ottimi lassativi naturali, prodotti integrali ricchi di fibre e acqua. Cerchiamo di evitare i cibi precotti, i cibi crudi e la carne poco cotta. Da eliminare il fumo e l’assunzione di alcolici. Per eliminare l’ipereccitabilità nervosa dei neonati andrebbero eliminati anche caffè, tè, bibite a base di cola.
come gestire lo stress
come può il farmacista aiutarti in questo difficile periodo per diminuire i sintomi dello stress e dell’ansia? Migliorare la qualità e lo stile della vita Avere uno stile di vita sano e una alimentazione corretta, è fondamentale per sentirsi bene ed essere in salute. Un intestino sano necessita di mantenere una flora batterica equilibrata. L’intestino è anche chiamato secondo cervello proprio perché dal suo stato di salute dipende il benessere psicofisico della nostra persona. L’intestino è centrale per la nostra sopravvivenza: attraverso di lui il nostro corpo assimila e assorbe le sostanze nutritive vitali per la nostra salute e l’equilibrio biochimico che ci garantisce il benessere. Esiste una grande varietà di pre e probiotici utili a questo scopo. E’ buona norma effettuare cicli di depurazione e ricolonizzazione della flora batterica intestinale due o più volte l’anno. I centri nervosi viscero-addominali possono essere stimolati con la respirazione diaframmatica, come insegnano lo yoga e la mindfullness. Dormi almeno 7 – 8 ore per notte Pratica uno sport anche solo all’aria aperta Il movimento ci aiuta a distendere i nervi e a rilassarci. Cinque minuti all’aria aperta bastano per rilassare i muscoli e abbassare la pressione sanguigna, ti rendono allegra per la stimolazione della produzione degli ormoni del buonumore. L’aria aperta riempie i polmoni di ossigeno, che porta elementi nutritivi ed energia alle cellule della pelle. Il sole incrementa i livelli di vitamina D e fa dormire meglio, perché regola la ghiandola pineale, che secerne gli ormoni che regolano il sonno. Automassaggio E’ uno dei modi più facili e veloci per alleviare lo stress, nonché un efficace sistema per disintossicarsi, stimolare la digestione e il sistema immunitario. Rilassati e cerca di avere buone relazioni La tensione quando si accumula diventa amica del dis-controllo e della rabbia, non scaricare sugli altri i tuoi problemi e impara a non sentirti responsabile di quelli degli altri, prenditi cura di chi ti sta vicino e che vive con te. Frequenta persone positivi e che non abbiano i tuoi stessi problemi, queste persone saranno la tua medicina. Alzati e fai: per reagire l’unica cosa da fare è fare. La preoccupazione per qualcosa può trascinarci in un circolo vizioso: letto, frigorifero, divano. Alzarsi dal divano, o dalla sedia dove siamo bloccati a riflettere e iniziare ad agire. La prospettiva delle cose cambia immediatamente quando si fa. Decentramento cognitivo : Osserva i tuoi pensieri ansiosi come fossi un’altra persona che teli racconta, considerali ipotesi, non come verità. Prendi integratori che ti aiutino a rilassarti e a caricarti di energia Aiutati con Integratori alimentari a base di alfa-lattoalbumina, teanina, estratto di griffonia che aiuta a mantenere un normale tono dell’umore e favorisce il benessere mentale, vitamine che contribuiscono al regolare funzionamento del sistema nervoso e all’equilibrio delle funzioni piscologiche, e melatonina. Rilassati a tavola Lo stress può privare il corpo di elementi preziosi come vitamine e minerali: se mangi sano potrai fare molto per il tuo benessere. Ecco alcuni alimenti per il tuo benessere: Mele : il profumo calma i nervi. E’ ricca di antiossidanti che combattono i radicali liberi quando sei stressato. Mandorle: ricche di vitamina B2 ed E,che come la vitamina C, combattono i radicali liberi e riducono lo stress. Cioccolato: lo zucchero rilascia la serotonina e il buon sapore aiuta ad essere più felici. Occhio alle quantità! Pollo: ricco di minerali altamente assimilabili che possono stabilizzare i cambiamenti di umore e aiutare a combattere i sintomi della sindrome premestruale. Asparagi: ricchi in acido folico e vitamine del gruppo B, che producono serotonina, l’ormone del benessere. Contengono anche molti enzimi antiossidanti che aiutano il fegato ad eliminare le tossine.
DONNE E LAVORO AI TEMPI DELLA PANDEMIA
Smart working? Casa? Figli? Genitori anziani? Conciliare tutto è oggi sempre più faticoso per le donne e soprattutto per le mamme. In questo periodo di pandemia tutto è diventato più difficile: gestire i figli in DAD mentre si è a lavoro, tornare e occuparsi della casa, della spesa, dei genitori anziani e dei figli in preda allo stress perchè sempre collegati al pc. Non che prima fosse tutto facile, chiaramente. In zona gialla e arancione il 72% dei lavoratori tornati al lavoro sono uomini. Secondo i dati CGIL nei nuclei familiari in cui è possibile richiedere il congedo parentale a decidere di stare a casa sono state le donne dato che mediamente già guadagnano tra il 10 e il 18% in meno rispetto agli uomini. Una alternativa può essere lo smart working che tanto smart non è perchè il carico tra lavoro, bambini e Dad è triplicato. “Gli effetti della pandemia non sono stati gli stessi per tutte le donne. Alcune hanno apprezzato la maggiore flessibilità così come la possibilità di evitare gli spostamenti da casa al luogo di lavoro. Molte altre invece, hanno ammesso di essersi sentite sull’orlo del burnout” ha commentato Patricia Gestoso, Head of Scientific Costumer Support presso BIOVIA, vincitrice del premio 2020 Women in Software Changemakers e membro della rete di donne professioniste ADA’S LIST. Tutto ciò genera nelle donne forte Stress: il lavoro è entrato nelle nostre case a qualsiasi ora, si insinua nel rapporto tra genitori e figli, mogli e mariti, creando uno stato di stress che compromette sia lo stato di salute che lavorativo e la qualità delle relazioni sociali. Un altro trend emerso durante la pandemia è stata la difficoltà tra chi lavorava da casa e chi in presenza. Molte donne ritengono che lavorare in un ambiente di lavoro paritario offrirebbe maggiori opportunità di carriera. Per alcune donne lavorare da casa e conciliare famiglia e riunioni rappresentava una via per la parità. In realtà videocall e uffici allestiti in salone potevano rappresentare una svolta per le pari opportunità ma così non è stato. La speranza era che lo smartworking eliminasse un bel pò di stereotipi, quali le donne sono meno disponibili sul luogo di lavoro a causa degli impegni con i figli. La mentalità sta cambiando ma non ancora abbastanza. Le Nazioni Unite hanno pubblicato un report dal titolo significativo: The Impact Of Covid-19 On Women. L’ emergenza ha amplificato le disparità esistenti, portando indietro i progressi fatti negli ultimi anni. Le aziende dovrebbero dimostrare di poter garantire ai dipendenti con figli, di entrambi i generi, la flessibilità anche dopo la pandemia. Avere donne alla guida e team composti da una maggioranza di quote rosa sarebbe un modo di dimostrare che nelle aziende c’è spazio per le donne. Ci sono molte aziende di successe che collaborano con organizzazioni femminili esterne che si dimostrano fonte di stimoli, ispirazione e che sono in grado di dare una marcia in più alle aziende. Le donne soffrono quindi di differenze ancora sostanziali sul piano lavorativo e sociale ma la discussione pubblica sugli effetti del Covid sul genere femminile può aiutarci a focalizzare il discorso sulla disparità di genere. Analisi tramite Eni Datalab hanno evidenziato le ricerche su Google sul tema “uguaglianza di genere”. La ricerca è poi passata su twitter dove sono stati processati 700000 tweet sul tema. L’analisi della rete ha dimostrato da una parte il lato negativo che ha esasperato la condizione lavorativa delle donne. Dall’altro lato la discussione online relativa anche al quinto obiettivo di sviluppo sostenibile mostra come qualcosa si stia muovendo in direzione positiva con sempre più persone attente e sensibili alle diverse sfaccettature della parità di genere.
STIPSI NEL BAMBINO
Oggi scrivo questo post in risposta alla domanda di una mamma di una bambina di 8 mesi che mi scrive: la domanda ispiratami dal tuo post sul microbiota è questa: sto dando alla mia bambina di 8 mesi il macrogol per una stipsi abbastanza ostinata, dopo 5 giorni di trattamento ha evacuato( finalmente). Che mi dici? cosa posso fare eventualmente per aiutare la bambina a ripristinare il suo microbiota? È nata di cesareo, è svezzata ma mangia pochissimo, quasi nulla. Diciamo che il suo alimento principale è ancora il latte materno. Dalla lettura di questa domanda alcuni punti sono fondamentali per comprendere quale sia il problema di questa bimba. Per prima cosa la bimba ha 8 mesi e la mamma riferisce della sua stitichezza. Entrando nel dettaglio si definisce stipsi l’alterazione dell’alvo con sintomi quali ridotta frequenza di evacuazione, emissione dolorosa di feci dure con forma a pallini o feci voluminose, mancato controllo dello sfintere anale.Nei bambini la diagnosi specialmente nei primi mesi di vita è molto difficile perché il medico deve interpretare le informazioni riferite dai genitori. Alcuni autori hanno cercato di classificare la frequenza di evacuazione in base all’età e al tipo di allattamento.La frequenza delle evacuazioni varia in base al tipo di alimentazione, all’età, all’attività motoria, alle abitudini sociali e al contesto, si veda ad esempio la frequentazione di nido o scuola materna.In relazione a questi parametri alcuni bambini sani allattati al seno non hanno abitualmente evacuazioni per diversi giorni e pertanto non si può considerare patologica questa eventualità. A causa delle difficoltà incontrate un gruppo di ricercatori nel 1989 ha identificato i criteri per definire la diagnosi e guidare il trattamento dei disturbi gastrointestinali. Questi criteri sono stati aggiornati nel 1999 e rivisitati nel 2006 come criteri di Roma III. Torniamoagli 8 mesi del bimbo della nostra amica.La stipsi nel primo anno di vita è dovuta a: Dischezia Passaggio dal latte materno al latte artificiale Divezzamento. La dischezia è un problema tipico del lattante sano al di sotto dei 6 mesi d’età. Ci troviamo di fronte a bambini che non riescono ad evacuare, piangono e urlano di dolore prima che avvenga la defecazione. Si ritiene che il problema sia dovuto all’ incoordinazione tra pressione intraddominale e rilassamento del pavimento pelvico. Una volta inquadrato il problema da parte del pediatra è sufficiente rassicurare il genitore spiegando che sarà il bambino stesso a risolverlo imparando il naturale movimento. Possiamo aiutare il piccolo attraverso una leggera stimolazione che non deve diventare una manovra abituale.Il passaggio dal latte materno a quello artificiale porta ad una normale riduzione del numero di evacuazioni perché le feci diventano più consistenti. L’introduzione di cibi solidi può causare stipsi perché le feci diventano più consistenti e il bambino ha difficoltà ad evacuare e talvolta l’atto della defecazione diventa doloroso. Pertanto, il bambino cerca di trattenere lo stimolo accumulando la massa fecale peggiorando così la situazione.Spesso il genitore definisce la stipsi in base al numero di evacuazioni invece che alla evacuazione difficoltosa e dolorosa di feci aumentate in consistenza. Segue che il trattamento deve essere mirato non a un maggior numero di evacuazioni ma a rendere la defecazione regolare con feci molli e prevenire le ricadute. Secondo le linee guida americane il trattamento comprende tre fasi.Rimozione dell’ngombro fecale in quanto i pazienti in terapia di mantenimento con lassativi per via orale potrebbero avere un peggioramento. La terapia di elezione per i bambini è quella con peg, importante è ricordare di non utilizzare sotto i 2 anni i clisteri con fosfato. La terapia di mantenimento si basa su rassicurazioni, dieta, terapia con lassativi e toilet training. Toilet training è una metodologia di educazione all’uso corretto della toilette in cui si insegna al bambino la corretta posizione per favorire la defecazione. Il toilet training consiste nell’ incoraggiare il bambino a sedersi sulla tazza o sul vasino a seconda della sua altezza in modo da saldare i piedi per terra per almeno 5-10 minuti dopo i pasti.Questa pratica è raccomandata per bambini di età superiore a 3 anni perché per i più piccoli potrebbe rappresentare un fattore scatenante la stipsi stessa. Altro fattore importante è l’attività fisica, una regolare attività fisica stimola la funzionalità intestinale.Questa deve essere accompagnata da una dieta corretta ricca di frutta e verdura stando attenti ad evitare mele e banane. Una sufficiente quantità di acqua e fibre aumenta il volume e il peso delle feci, occorre quindi incoraggiare il bambino a bere piccole quantità di acqua nell’arco della giornata.Per eliminare l’ingombro fecale è consigliato anche l’uso di lassativi , i più utilizzati s,i come già detto, Peg e macrogol. Si tratta di un polimero inerte, solubile, che non si assorbe e che agisce per osmosi. Importante è sciogliere il peg o il macrogol in un’adeguata quantità di acqua o altro liquido per esplicare la sua azione. Il peg può essere usato nel disimpegno fecale a dosaggi che vanno da 1 a 1,5 grammi per kg al giorno, nella terapia di mantenimento a dosaggi che vanno da 0,2 a 0,8 grammi per chilo al giorno.Per ottenere risultati, la terapia va valutata a due settimane di distanza dall’inizio e può richiede uno o due giorni per avere l’effetto. Rispondiamo alla domanda come posso aiutare la bambina a ripristinare il suo microbiota?Come già detto in precedenza occorre una buona alimentazione ma in questo caso il bambino ha poco appetito come conseguenza della stipsi e la mamma riferisce che si alimenta quasi esclusivamente attraverso il latte materno nonostante lo svezzamento. In questo caso per assicurare al bambino i nutrienti necessari sarà la mamma a dover consumare grandi quantità di frutta fresca e verdure crude condite con olio extravergine d’oliva. La mamma dovrà inoltre assicurare buon apporto di proteine preferibilmente proveniente da pesci grassi,come sgombri e aringhe,che contengono acidi grassi insaturi importanti per lo sviluppo del sistema nervoso e del cervello. Dal punto di vista del microbiota si può aiutare il bambino fornendo fermenti lattici e probiotici, stando attenti a scegliere quelli di buona qualità e registrati.Importante è anche
MICROBIOTA
Sei sporco dentro! Sì è così. L’apparato digerente che comincia dalla bocca e finisce con l’ano è il posto più sporco della faccia della terra ed è proprio dentro di noi. Basti considerare che si calcola che circa 60 tonnellate di cibo attraversino il nostro tratto gastrointestinale nell’arco di una vita media. Non solo il cibo, ma anche molti microrganismi, come i batteri, provenienti dall’ambiente esterno entrano in contatto con l’intestino. Il microbiota è l’insieme dei batteri, funghi, parassiti, i loro prodotti di scarto, che abitano nel nostro organismo. Il microbiota intestinale consta di un numero così elevato di microrganismi che si stima possa raggiungere il peso di 2 kg! Per questo motivo e per le sue funzioni quali il benessere intestinale, la regolazione e produzione ormonale, la protezione verso numerose patologia, viene chiamato organo nascosto. I microrganismi convivono all’interno nel nostro corpo: se ti comporti bene ti regalano salute e benessere altrimenti ti fanno passare le pene dell’inferno con gonfiore, coliti, reflusso, diarrea, stipsi e tanto altro che molti di noi conoscono.Se ci facciamo male a un dito, a una gamba, a un braccio, mettiamo un cerotto o una fasciatura e andiamo avanti, se invece non andiamo in bagno per due giorni ci sentiamo appesantiti, gonfi,doloranti. Se abbiamo mal di pancia ci sentiamo doloranti, stanchi, appesantiti e fastidiosi. Il mal di pancia peggiora l’umore e sai perché? È il posto dove viene prodotto circa il 90% della serotonina il neurotrasmettitore dell’ appagamento e della serenità. Se abbiamo un mal di pancia forte o ne soffriamo spesso possiamo peggiorare gradualmente il nostro umore e la nostra energia; infatti l’intestino è collegato con la nostra sfera emotiva e quindi con l’ipotalamo che è l’organo che riceve i segnali da tutti gli altri e ne produce risposta. Ti è mai successo di avere crampi addominali in caso di forti emozioni o di correre in bagno prima di un esame importante? Per la medicina cinese questo è noto da migliaia di anni e il centro dell’addome è chiamato plesso solare o MANIPURA CHAKRA. Il chakra è il centro energetico, la ruota della vita e delle energie in movimento, è il controllore, indica la direzione in cui stiamo andando. Ecco perché se il nostro intestino sta male siamo inefficienti, scoraggiati, arrabbiati e persi.Il microbiota sano ci impedisce di ammalarci di infezioni gastrointestinali, lavora nell’ immunomodulazione, sull’infiammazione, ha anche funzione digestiva perché digerisce per noi i polisaccaridi vegetali e favorisce l’assorbimento della vitamina B e K.Un microbiota malato determina distensione addominale, gonfiore, diarrea, flatulenza ma anche costipazione perché produce gas e neurotossine. Oggi vi sono molti studi che dimostrano il ruolo del microbiota nello sviluppo di malattie croniche come diabete mellito, obesità, malattie cardiovascolari, autoimmunità e cancro. L’obesità e il diabete mellito sono il risultato di una combinazione di fattori genetici e ambientali, come l’eccessiva introduzione di energia e la riduzione dell’attività fisica. Tutti avremo notato come persone sottoposte allo stesso stress rispondano, dal punto di vista nutrizionale, in maniera diversa e talvolta anche diametralmente opposta. Facciamo un esempio. Davanti all’assunzione di elevate quantità di carboidrati, alcune persone sono meno portate ad aumentare di peso altre invece, più mangiano e mai ingrassano. Una spiegazione di questa differenza è correlabile al ruolo del microbiota nel metabolismo energetico. Infatti, differenze nella popolazione del microbiota intestinale possono portare a differenze nel metabolismo di alcuni cibi.La disbiosi intestinale può provocare la produzione di sostanze pericolose per l’uomo che sono coinvolte nella patogenesi del tumore. È stato dimostrato come una dieta ricca di carne rossa possa portare allo sviluppo del cancro del colon. I batteri possono degradare le proteine presenti nella carne causando la formazione di ammoniaca, di fenoli ed indoli, che in alte concentrazioni possono favorire l’insorgenza del tumore. Se la barriera dell’intestino è alterata alcuni batteri possono passare dall’intestino al fegato creando un infiammazione che a lungo andare può provocare danni epatici e contribuire all’insorgenza del cancro.La scienza e le ultimissime scoperte ci stanno riconducendo all’idea che per capire la patologia di un organo dobbiamo considerare l’intero organismo. Pensate che il tumore di cui sono affette due persone, che sembra identico al microscopio in termini di forma e che ha le stesse mutazioni genetiche, in una persona cresce lentamente e nell’altra a velocità altissima. Il sogno è quello di modificare la nostra alimentazione e lo stile di vita.La modifica delle abitudini di vita rimane la strategia più importante per lottare contro le malattie metaboliche a livello sia individuale sia comunitario. Ora sappiamo pure che fondamentale è controllare il cibo che assumiamo anche per i batteri che apporta nel nostro intestino
sistema endocannabinoide
Sistema endocannabinoideSpesso quando siamo alla ricerca di informazioni sulla Cannabis ci imbattiamo in termini tecnici che non avendo una laurea in scienze mediche non riusciamo a comprendere. Partiamo con questo post cercando di spiegarvi in termini semplici tutto ciò che ruota intorno all’argomento Cannabis terapeutica. La Cannabis Sativa è tra le più antiche piante conosciute dal genere umano e vanta una lunghissima storia di uso e di abuso per scopi ricreativi, farmacologici e religiosi. Dalla cannabis sono stati isolati ed identificati più di 500 composti chimici tra cui ALCALOIDI, TERPENI e STEROIDI, ma le numerose proprietà sono da imputare prevalentemente al THC che assieme ad altri composti lipidici come il tetraidrocannabinolo, il cannabidiolo o il cannabinolo si trovano concentrati in una resina dorata essudata dalle infiorescenze(le cime per intenderci) e nelle foglie della pianta. Molte sono state le ricerche per spiegare le basi molecolari degli effetti farmacologici dei cannabinoidi, ma la comprensione del loro meccanismo farmacologico ha compiuto straordinari progressi solo quando sono stati identificati i cannabinoidi CB1 e CB2. Il sistema endocannabinoide è un complesso sistema endogeno di comunicazione tra le cellule del nostro corpo. È composto da: • Recettori endocannabinoidi CB1 e CB2 • Ligandi endogeni • Proteine di trasporto • Proteine coinvolte nel metabolismo. La produzione avviene in tutto l’organismo e in base alla localizzazione dei recettori si è ipotizzato che il sistema endocannabinoide sia coinvolto in un gran numero di processi. Gli endocannabinoidi sono una famiglia di messaggeri lipidici endogeniChe si legano agli stessi recettori a cui si lega il THC e vengono sintetizzati da precursori di membrana su richiesta dell’organismo che operano una depolarizzazione della membrana cellulare. Una volta sintetizzati non vengono immagazzinati ma rilasciati dalla cellula dove si andranno a legare ai recettori CB1 e CB2 su cellule vicine o sulla stessa cellula che li ha prodotti.Gli endocannabinoidi ad oggi conosciuti sono • Anandamide • 2-arachidonoilglicerolo • 2-noladina • Virodamina • N-arachinoil-dopamina I recettori cannabinoidiI recettori CB1, situati prevalentemente nel SNC, ed i recettori CB2, situati nei tessuti periferici, appartengono alla famiglia dei recettori accoppiati alle proteine G.I recettori CB1 sono presentiti in quantità significative nei gangli della base e nello strato molecolare del cervelletto in linea con gli effetti marcati dei derivati della Cannabis sull’attività e coordinazione motoria, ma un’alta densità si ha nell’ippocampo fornendo una base anatomica sia agli effetti anticonvulsivanti che a quelli relativi all’apprendimento e alla memoria. Scarsa è invece la loro presenza in quelle aree come l’ipotalamo e il midollo allungato deputate al controllo delle funzioni cardiovascolari e respiratorie. I recettori CB2 si trovano maggiormente negli organi linfoidi e ciò suggerisce che il sistema endocannabinoide abbia un ruolo importante anche a livello del sistema immunitario. I cannabinoidi sono infatti coinvolti attivamente nella immunità cellulo-mediata: inibiscono la proliferazione delle cellule T, la secrezione di citochine pro infiammatorie e la risposta umorale mediata dalle cellule B.Inviaci una e-mail per scaricare il post in formato pdf stampabile
RAGADI ANALI
le ragadi anali sono delle piccole lesioni sulla linea posteriore mediale dell’orifizio anale. Provocano fastidio e dolore, spesso sanguinamento con l’evacuazione delle feci dure.Un segno tipico è la presenza di sangue vivo sulla carta igienica. CAUSE Diarrea: la maggiore velocità del processo di peristalsi intestinale impedisce il riassorbimento di sostanze nutrienti, acqua ed elettroliti che rendono alcalino il ph delle feci compromettendo l’integrità della mucosa. Stipsi: peggiorano la situazione l’abuso di lassativi, consistenza delle feci, scarsa igiene, abuso di manovre allo scopo di favorire la defecazione. ATTENZIONE Le ragadi NON sono emorroidi e a differenza di queste richiedono farmaci vasodilatatori. COSA FARE SE NON SI RISOLVONO SPONTANEAMENTE NELL’ARCO DI POCHI GIORNI se presente cura l’infezione evita la stipsi e l’uso prolungato di lassativi evita la diarrea pratica bagni tiepidi applica creme anestetiche più volte al giorno riduci stress e paura dell’evacuazione usa un dilatatore Le ragadi provocano contrattura dello sfintere e dolore e si parla di SINDROME DOLOROSA IN TRE TEMPI: il dolore si manifesta al passaggio delle feci attenuandosi nel giro di pochi minuti per poi ripresentarsi dopo diverse ore con intensità variabile.A questo si associano piccole rettoragie. FARMACI CREME A BASE DI NITROGLICERINA A BASSE DOSI: agiscono sulle fibre muscolari dello sfintere rilassandolo e aumentando il flusso sanguigno nella fissurazione per promuovere la guarigione creme anestetiche tossina botulinica di tipoA per paralizzare il muscolo e rilassare gli spasmi farmaci per la pressione per rilassare lo sfintere.

